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Il Project Retro: il folle piano USAF per fermare la Terra

Il Project Retro: il folle piano USAF per fermare la Terra

Posted on Novembre 24, 2025 By Arianna Guastella Nessun commento su Il Project Retro: il folle piano USAF per fermare la Terra
Cospirazione

Introduzione: che cosa è il Project Retro

Negli ultimi anni la leggenda del cosiddetto Project Retro (o “Progetto Retro”) è riemersa con regolarità su blog, forum e articoli di divulgazione: secondo questa narrativa, durante la Guerra Fredda l’aeronautica militare statunitense (USAF) avrebbe contemplato la possibilità di fermare la rotazione terrestre per deviare i missili sovietici. Ma quanto di questa storia è vero, e quanto è pura speculazione?

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In questo articolo esploriamo l’origine del mito del Project Retro, le sue basi fisiche, le analisi storiche e le conseguenze catastrofiche che deriverebbero da un simile piano.

Origine storica del Project Retro

Il ruolo di Daniel Ellsberg e la RAND Corporation

Il Project Retro è principalmente noto grazie a Daniel Ellsberg, famoso per aver divulgato i “Pentagon Papers”. Nel suo libro The Doomsday Machine racconta di un’analisi commissionata dall’USAF alla RAND Corporation per valutare la fattibilità di distribuire razzi Atlas lungo l’equatore in modo da applicare una coppia contraria alla rotazione terrestre.

Secondo Ellsberg, l’idea era di accendere simultaneamente migliaia di motori, in orizzontale, per generare una spinta opposta alla rotazione. Questo rallentamento temporaneo mirava a far sì che i missili sovietici, lanciati nel frattempo, deviassero dalla traiettoria prevista.

Tuttavia, Ellsberg stesso ha rilevato che le sue analisi portarono ad una conclusione fortemente negativa: i numeri richiesti erano astronomici, e il piano era più un esercizio mentale che un progetto operativo concreto.

Project Retro: Le fonti documentali e il dibattito sulla reale esistenza

Non esistono fino ad oggi documenti pubblici declassificati che attestino l’esistenza di un programma attivo ufficiale denominato “Project Retro” con finanziamenti su larga scala.

Alcune ricostruzioni sono basate su interviste, memo non ufficiali e racconti aneddotici: si tratta più di uno “scenario ipotetico di Guerra Fredda” che di un programma formalmente avviato.

Molti storici e analisti militari considerano l’idea del Project Retro come una proposta di brainstorming piuttosto che un piano operativo: un “what-if” strategico piuttosto che una strategia reale messa in atto.

Reazioni e scetticismo nel periodo della Guerra Fredda

All’epoca della Guerra Fredda, non era insolito che agenzie di difesa e ricerca militare esplorassero concept estremi: l’ARPA (poi DARPA) era nata proprio per studiare idee audaci che sembrassero borderline, ma che, in caso di successo, avrebbero potuto essere “game-changer”.

Alcuni commentatori affermano che il Project Retro potrebbe essere rientrato in questa categoria: un’idea talmente spericolata da essere considerata, ma non destinata ad essere realizzata.

Lo scetticismo emerso da figure come Ellsberg è stato cruciale per far emergere i limiti pratici: le difficoltà tecniche, il costo e l’enormità delle risorse necessarie rendevano il piano probabilmente non realizzabile in maniera efficiente.

Realizzazione artistica del Project Retro
Realizzazione artistica del Project Retro

Analisi fisica – l’impossibilità di “fermare la Terra”

Energia rotazionale della Terra – numeri e calcoli

La Terra possiede un’enorme energia cinetica dovuta alla sua rotazione. Utilizzando modelli fisici classici (momento d’inerzia + velocità angolare), si stima che l’energia di rotazione terrestre sia dell’ordine di 2,5 × 10²⁹ joule. Questo dato è coerente con calcoli scolastici e universitari.

La velocità lineare al livello dell’equatore è di circa 465,1 m/s, ovvero circa 1.670 km/h, come mostrato da dati geofisici.

Per mettere queste cifre in prospettiva: se volessimo “annullare” completamente la rotazione, occorrerebbe un’energia comparabile a decine di migliaia di miliardi di tonnellate di TNT, una cifra semplicemente fuori dalla portata di qualsiasi arsenale nucleare umano realisticamente impiegabile.

Principio di conservazione del momento angolare

Qualsiasi tentativo di alterare la rotazione terrestre richiederebbe di trasferire il momento angolare da qualche parte: non è sufficiente “spingere indietro” con razzi, bisogna espellere una massa con grande velocità per generare una coppia significativa.

Questo trasferimento di momento angolare implica enormi quantità di propellente: Ellsberg stimò che la massa richiesta per il propellente sarebbe stata incredibilmente grande, rendendo il piano ancora più impraticabile su scala logistica.

Inoltre, la conservazione del momento angolare rende l’operazione intrinsecamente inefficiente: anche se parte dell’energia potesse essere applicata, gran parte verrebbe dissipata in modi distruttivi (calore, onde, struttura geologica).

Effetti collaterali devastanti di un rallentamento della rotazione

Se la rotazione terrestre rallentasse in modo significativo, l’atmosfera e gli oceani, per inerzia, continuerebbero a muoversi più velocemente rispetto alla crosta: questo causerebbe venti estremamente forti, quasi supersonici, e onde gigantesche.

La crosta terrestre sarebbe sottoposta a enormi stress: la torsione derivata dalla ridistribuzione del momento angolare potrebbe provocare terremoti massicci, fratture, vulcanismo su vasta scala.

Anche la circolazione atmosferica e oceanica sarebbe completamente sconvolta: la stabilità climatica si romperebbe, con potenziali cambiamenti radicali nella temperatura, nei modelli di vento, e nelle correnti.

Cosa succederebbe se la Terra smettesse di ruotare? — Scenari e conseguenze catastrofiche

Scenario 1 – arresto completo e improvviso della rotazione

In uno scenario in cui la rotazione si ferma quasi istantaneamente, l’inerzia dell’atmosfera causerebbe venti catastrofici, con velocità che potrebbero superare i limiti di sopravvivenza per molte strutture.

L’acqua degli oceani subirebbe una ridistribuzione rapida: tsunami globali, onde giganti e spostamenti d’acqua renderebbero molte coste inabitabili.

La crosta terrestre sarebbe soggetta a forze di taglio e torsione tali da scatenare terremoti massivi, fratture crostali, e potenziale attivazione di vulcani.

Scenario 2 – rallentamento parziale per un lungo periodo

Anche un rallentamento parziale (ad esempio, modificare la durata del giorno di qualche secondo o minuto) potrebbe avere conseguenze gravi: l’atmosfera continuerebbe a muoversi, ma verrebbero creati gradienti di velocità che porterebbero a fenomeni meteorologici estremi.

Le celle convettive che regolano il clima terrestre (nord-sud, est-ovest) si ridefinirebbero: non solo vento, ma anche cambiamenti nel pattern di precipitazioni, formazione di tempeste intense e instabilità prolungata.

Le temperature su scala globale divergerebbero enormemente: le zone in “giorno” prolungato si riscalderebbero molto, mentre le zone in “notte” potrebbero raffreddarsi pericolosamente, mettendo a rischio ecosistemi e popolazioni.

Effetti geofisici e magnetici a lungo termine

La dinamica interna della Terra potrebbe essere alterata: il nucleo liquido esterno che genera il campo magnetico terrestre (tramite la geodinamo) potrebbe cambiare comportamento se la rotazione della crosta venisse modificata. Ciò potrebbe indebolire o alterare il campo magnetico, esponendo la Terra a livelli più alti di radiazione cosmica.

Potrebbero sorgere fenomeni geologici prolungati: non solo terremoti immediati, ma anche rilascio di tensioni nel mantello, deformazioni della crosta, e possibili riallineamenti delle placche nel lungo termine.

Gli effetti sulla vita: ecosistemi, clima, agricoltura, e la vita umana stessa subirebbero un forte shock. Alcune aree potrebbero diventare inabitabili temporaneamente, con migrazioni forzate, perdita di risorse e gravi conseguenze sociali.

Verifica storica e conclusione sulla veridicità del Project Retro

Conclusioni storiche basate su analisi documentali

Il consenso tra molti storici militari e scienziati è che il Project Retro sia più un concetto esplorato su carta che un piano strategico operazionale. Non ci sono prove definitive che l’USAF abbia mai costruito infrastrutture per eseguirlo.

Le analisi di Ellsberg forniscono un quadro realistico dei limiti tecnologici e delle risorse necessarie, rendendo credibile l’idea che fosse semplicemente un esperimento mentale strategico.

Anche se certe fonti (interviste, memo, racconti) menzionano la proposta del Project Retro, manca una “linea di produzione” di razzi o un programma di test su vasta scala.

Implicazioni etiche, politiche e strategiche

Dal punto di vista etico, il Project Retro solleva questioni enormi: usare la manipolazione della rotazione terrestre come leva difensiva sarebbe un atto di ingegneria planetaria con rischi enormi per tutta l’umanità.

Politicamente, anche proporre una tale idea durante la Guerra Fredda mostra il livello di disperazione strategico: l’idea di “game-changer” poteva sembrare allettante per alcuni strateghi, ma era anche tremendamente pericolosa.

Strategicamente, il fatto che non sia stato realizzato può essere interpretato come un segno di buon senso: il rischio era probabilmente superiore al potenziale guadagno, e una tale operazione avrebbe potuto causare più danni al pianeta che salvare vite.

Project Retro: Perché l’idea continua a circolare 

Il Project Retro è diventato un meme di Guerra Fredda: un simbolo delle idee estreme che venivano esplorate, ma anche un monito su quanto la scienza militare possa spingersi in concetti quasi fantascientifici.

Rimane utile come caso di studio: serve per riflettere su quali limiti impone la fisica anche ai piani strategici più audaci, e su come anche idee folli possano emergere in contesti di tensione geopolitica.

Fonti:

The Daily Grail – “Daniel Ellsberg on Project Retro”

Daniel Ellsberg – The Doomsday Machine: Confessions of a Nuclear War Planner

NASA — Get a Straight Answer: Using the energy of the Earth’s rotation

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